Gioco di carte · primo set: Friuli · si gioca nel browser
Folk Lore
Un gioco di carte collezionabili in cui i mostri non sono inventati: sono le Aganis, le Strie, l’Orcolat — quelli che in Friuli si raccontano da sempre. Trecentonove carte, cinque fazioni, niente da comprare.
Che cos’è
Un gioco di carte vero, che sta in una pagina web.
Chi ha già giocato a un gioco di carte collezionabili si siede e sa cosa fare: venti punti vita, una mano d’apertura da rifiutare o tenere, creature che entrano e aspettano un turno prima di attaccare, istantanei che si lanciano in faccia all’avversario mentre sta agendo. Chi non ci ha mai giocato ha dieci lezioni giocate che gliele insegnano una per volta.
Non si installa niente: si apre l’indirizzo e si gioca — dal telefono tenuto in orizzontale o dal computer. Dal telefono si può aggiungere alla schermata di casa e diventa un’applicazione.


Le parole
Qui non si dice «mana», e non si dice «terra».
È la prima cosa che si nota, e non è un vezzo: sono le parole di altri giochi, e questo gioco parla la sua lingua. I cinque colori non sono colori — sono paesaggi, e un luogo può essere una montagna, un fiume, ma anche un’osteria, un ponte, un campanile.
- une man — quello che si spende per giocare una carta. Femminile: una man di Mont, tre man.
- un lûc — un luogo. Se ne cala uno per turno, ed è quello che dà la man. Maschile: i lûcs.
I cinque paesaggi: Planure, Mont, Flum, Palût, Mâr.
Le cinque fazioni
Cinque modi di stare al mondo, e ognuno odia il suo vicino.
Ogni fazione ha il suo Cjampanîl: un vantaggio che si accende quando davanti hai il paesaggio che non sopporti. Gli odi formano un giro chiuso — ognuno odia uno ed è odiato da uno — e sono la leva che tiene il gioco in equilibrio, più dei costi delle carte.

56 carte
Furlans
La pianura e la vita: creature che curano, che difendono, che tornano su.
Benandant, creatura — «Le battaglie vere si combattono di notte, per il raccolto.»

54 carte
Cjargnei
La montagna colpisce per prima — prin colp — e chi arriva secondo non arriva.
Bregostane, creatura — «Filano di notte sulle cime: chi le disturba non finisce l’inverno.»

54 carte
Di là da l’aghe
Il fiume non distrugge: sposta. Rimbalzi, passaggi, carte rimandate in mano.
Agane, creatura — «Ti fa dimenticare la strada di casa.»

54 carte
Bisiacs
La soglia fra la notte e il giorno: presagi, guarigioni, e chi è caduto che si rialza.
Strie del Cjars, creatura — «Nelle notti di bora si radunano sulle cime.»

52 carte
Triestins
Il mare risponde: contromagie, e lo scûr che rende una creatura introvabile.
Bora Scura, istantaneo — «Centoventi all’ora: le corde in centro non sono per i turisti.»
Cinque carte del set, una per fazione: i nomi sono in furlan, bisiac e triestin. Ai cinque mazzi si aggiungono 24 Imprescj senza colore, i luoghi di confine e tre pedine che nascono dagli effetti e non stanno nei mazzi.
La collezione
Le carte si vincono, non si comprano.
Si comincia aprendo cinque buste: la fazione che esce di più diventa la tua, e chi già le conosce può scegliere. Poi ogni partita vinta contro il computer mette in vetrina cinque carte della fazione che hai battuto, e due le tieni. Quattro copie al massimo per carta; i luoghi sono liberi e illimitati, perché il mazzo deve restare una decisione sulle carte che contano.
Non c’è un negozio, non ci sono gettoni, non c’è niente da pagare — e non è una promessa per il lancio: nel gioco non esiste una valuta. Chi gioca di più ha più carte, e basta.

Il costruttore di mazzi filtra per tipo, costo, rarità e copie che hai, e ha un tasto che aggiunge i luoghi da sé, divisi secondo quello che le tue carte chiedono.

I modi di giocare
Sei porte, e ognuna cambia una regola sola.
01
Solitario
Il gioco normale, contro il computer. L’avversario cresce con le tue vittorie su quattro gradini dichiarati: dal calare la carta più grossa al tenersi la rimozione per il bersaglio che la vale.
02
Una copia sola
Nel mazzo una carta sola per tipo: trenta carte tutte diverse. Si vince con quello che si pesca, non con quello che si ripete.
03
Quattro in campo
Al massimo quattro creature per lato. Il tavolo resta leggibile e ogni evocazione costa una scelta.
04
Sealed
Dieci buste, ottanta carte non scelte, un mazzo da sessanta. Si va avanti fino a sette vittorie o tre sconfitte.
05
Due giocatori
Contro una persona. Ci si trova per nome, la sfida arriva come un invito e scade in novanta secondi. Un minuto per turno. Chi apre il tavolo decide con che regole si gioca.
06
Il Tutorial
Dieci lezioni giocate, una per regola, su tavoli apparecchiati. Non si legge un manuale: si fa la mossa.

Come sono fatte le carte
Trecentododici incisioni, un soggetto solo in piedi sull’orizzonte.
Le illustrazioni sono incisioni: legno inciso, tratteggio, carta invecchiata, cielo scuro in alto e chiaro all’orizzonte. Sono generate una per una con una grammatica scritta a mano — la stessa luce, la stessa inquadratura, la stessa stagione — perché trecento immagini belle ma diverse fra loro non fanno un set.
Intorno alle carte il gioco è notte blu e oro: gli sfondi del tavolo sono volutamente sottotono, e la ragione è una riga di progetto — se un’immagine è bella guardata da sola, è troppo forte per starci sotto.

Dove siamo
Si gioca adesso, e si sta ancora costruendo.
309carte nel primo set
5fazioni
312illustrazioni
~2450prove automatiche
Folk Lore è scritto da una persona sola, in italiano, con l’assistenza dell’intelligenza artificiale — per il codice come per le illustrazioni. L’equilibrio fra le fazioni non è a occhio: è misurato su migliaia di partite simulate, e oggi sta fra il 48% e il 55% di vittorie per fazione.
È un progetto in sviluppo aperto: si gioca, e chi trova qualcosa che non va lo segnala da dentro il gioco, con un pulsante che manda anche la fotografia dello schermo. Le cose che stiamo facendo adesso sono il mercato degli scambi fra giocatori e lo spostamento delle partite sul server.
Provalo
Si entra con Google, GitHub o Microsoft — serve per ritrovare le tue carte su qualunque dispositivo e per darti un nome con cui gli altri possono sfidarti.
Dal telefono va tenuto in orizzontale. È una versione in sviluppo: se qualcosa non funziona, il pulsante SEGNALA è in ogni schermata.